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Diari del genitore

“Quando siamo finalmente tornati a casa è stato straordinario vedere quanto tutto fosse normale dall’inizio”.

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Stabilirsi a casa con il nostro bambino adottato

Helen, Melbourne, Australia


Il nostro cammino verso l’adozione è durato più di dodici anni ed è terminato a Nanchino, in Cina. Incontrare Finn per la prima volta è stata un’esperienza travolgente per tutti noi. Aveva 19 mesi, per cui era grande abbastanza per essere sorpreso e un po’ confuso, ma troppo piccolo per comprendere tutto quello che stava succedendo. Abbiamo trascorso un paio di settimane insieme in Cina per creare un legame come famiglia in un ambiente a lui familiare e poi è arrivato il momento di tornare a casa.

Onestamente, è stato straordinario vedere quanto tutto fosse normale dall’inizio. Finn ha passato le prime due settimane ad esplorare il nuovo territorio, imparando dove poteva e dove non poteva andare, cosa poteva e cosa non poteva toccare. Abbiamo molti pezzi di antiquariato in casa e abbiamo deciso di non spostarli. “Dovrà imparare”, ci siamo detti. Perciò abbiamo posto confini netti sin dall’inizio e lo abbiamo aiutato nel farglieli capire. Era stato sottoposto a talmente tanti cambiamenti che ora aveva bisogno di stabilità e routine, ed è ciò che gli abbiamo dato. Il fatto di trovarci sempre d’accordo come genitori è importante. Seguiamo le stesse regole e se diciamo “No”, cosa che facciamo abbastanza spesso, gli spieghiamo perché. Comprende rapidamente, è un bambino molto intelligente.

Stabilirsi a casa

La prima settimana Finn ha dormito nella sua culla in camera nostra ma non dormiva bene, perciò era molto stancante per tutti noi. Alla fine abbiamo deciso di comprare un letto matrimoniale per la sua stanza; così, se si agitava durante la notte, uno di noi poteva dormire nella sua stanza e tenergli la manina attraverso la culla. Inoltre, limitammo le visite per i primi mesi, per dargli il tempo di creare un legame effettivo con noi. Volevamo che sapesse che se aveva bisogno di qualcosa doveva venire prima da noi. Il legame si è creato molto rapidamente: quasi subito con me e dopo qualche settimana con Mick. Da quello che abbiamo letto è piuttosto insolito.

Naturalmente non è stato tutto rose e fiori. Ha il labbro leporino, che ha comportato un’operazione, e avrà bisogno di logoterapia e trattamento ortodontico fino all’adolescenza. A casa facciamo molta attenzione al suo linguaggio. Abbiamo continuato con l’inglese e accantonato il mandarino per il momento, così possiamo aiutarlo nella formazione dei suoni e delle parole. Guardiamo diversi canali di TV per bambini, soprattutto programmi realizzati da società di produzione inglesi, poiché la dizione tende ad essere molto chiara. Adora “Peppa Pig” e “Il Piccolo Regno Di Ben ed Holly”!

Ora che Finn è più grande, capisce che è stato adottato e che ha una mamma cinese da qualche parte in Cina. Se mai si presentasse la possibilità di incontrarla ne saremmo entusiasti, ma non esiste alcun documento, perciò è molto improbabile. Finn sa dov’è nato e riesce a indicare la Cina sulla cartina. Abbiamo in programma di andarci periodicamente in viaggio quando sarà un po’ più grande e festeggiamo sempre il Capodanno cinese e altre importanti festività. Per noi è importante che lui comprenda il suo bagaglio culturale.

Sappiamo che la strada che abbiamo davanti presenterà più difficoltà, come per tutte le famiglie, ma siamo grati di avere Finn nelle nostre vite. Mio padre aveva 74 anni quando siamo andati in Cina ed è così orgoglioso di avere un nipotino cinese. Porta una foto di Finn nel portafoglio e la mostra ogni volta che può. L’amore non ha confini, Finn può non avere il suo sangue ma lui è orgoglioso del “nostro piccolo”. Proprio come noi.

Unirmi a un gruppo di mamme della mia zona è stata la cosa migliore che potessi fare.
Leggi la storia di Sukari
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